E' oramai passato quasi un decennio da quando le officine delle
FdC sono state trasferite a Vaglio Lise.
L'area è ubicata al centro dell'area urbana ed è l'unica apertura
reale, eccettuate le strade di collegamento, tra la città nuova, ricca e borghese, e il
terzo mondo cosentino,
ossia via Popilia. Sino a qualche anno fa questi due mondi sono stati
divisi da un muro enorme, il rilevato ferroviario delle Ferrovie dello
Stato, abbattuto di recente per far posto al discusso e infinito viale Parco,
intitolato successivamente a Giacomo Mancini, sindaco che lo aveva
promosso. L'abbattimento del
muro ha portato nuova linfa alle floride
cementerie e
riciclerie della città, sul quale ancora si ergono diverse gru a significare che il processo non è ancora terminato.
Ma i signori del cemento sembrano non accontentarsi e vogliono gettarne di nuovo anche sull'unico spazio
liberato / occupato / concesso / semi-concesso / affittato / riappropriato dal basso della città che nel frattempo è sorto sull'area. Un auditorium da 3-4.000 posti. Ergo, tutti fuori!
Ma facciamo qualche passo indietro e proviamo a ricostruire
cronologicamente e ipertestualmente, a tratti tragicomicamente, la
recente storia dell'area, anche con materiali inediti, coscenti che
questa ricostruzione è perfettibile.
21 OTTOBRE 2003 - LA DISCUSSIONE SUGLI SPAZI SOCIALI
La discussione in città sugli spazi sociali è
sempre stata effervescente. In occasione della dismissione delle
officine delle FdC e dell'ex gasometro (adoperato anche per il
cantiere e l'inaugurazione di un centro commerciale in città,
la
Ciroma attacca un
grande striscione
sulla rete di recinzione dell'area delle officine, ottenendone la
rimozione quasi immediata da parte dell'amministrazione comunale e un
articolo sul giornale.
9 OTTOBRE 2004 - ESCREMENTI SULL'AREA
La Federazione dei Senza Nome, collettivo cittadino decideva
di invadere questi spazi dismessi lanciando l'idea dell'officina
sociale della città. Dopo qualche incontro gli
intitolati eruttano un'iniziativa:

. Guarda il
manifesto, leggi il
volantino distribuito, leggi il
resoconto e guarda il
servizio fatto dall'oramai
epurato Monitore Bruzio. Complice la fobia dell'eternit
presente
sui tetti di quasi tutti i capannoni - documentata e portata a
conoscenza della cittadinanza - il collettivo non occupa, ma continua con la discussione organizzando due incontri, uno a
marzo molto partecipato, l'
altro nel mese di maggio presenta
l'altramappa di cosenza al fianco dell'attuale responsabile del Piano del Comune di Cosenza arch. Sabrina Barresi la quale illustrò la
partecipazione. Ma nel periodo che intercorre tra i due incontri avviene qualcosa da parte di qualche
furbastro.
16 APRILE 2005 - UNO SCAMBIO D'AMIANTO
Complice
il polverone alzato, Don Antonio Abbruzzini (che per qualche mese ha dato le
estreme unzioni ai poveri derelitti internati nel
votificio Istituto Papa Giovanni di Serra D'Aiello) e Don Battista Cimino
(sangiovannese e missionario in Africa, ordinato fuori regione
per imprecisati motivi) una volta fondata l'associazione Stella Cometa
onlus fanno richiesta alle
caciocavalliane Ferrovie della Calabria
presiedute dal sempiterno politicante Franco Covello, che in quel
frangente era con un piede nel centrosinistra (la figlia si ci candidava)
e uno nel centrodestra (si era appena candidato sotto l'egida di Forza
Italia). Forse (forse) in un quasi evidente scambio di voti/favore il nostro concede
diversi locali all'associazione.
Il giorno dell'inaugurazione, un gruppuscolo di
senza nome, saputa la notizia sul giornale, interviene distribuendo un
volantino informativo sul rischio amianto. All'interno del capannone più grande gli attivisti assistono alla scena dello
scambio tra il politico e i prelati, ma vengono aggrediti verbalmente dai
fedeli adducendo la motivazione che in quel loro
momento di preghiera,
davanti all'illustrissimo eccellentissimo veneratissimo vescovo Nunnari
(e soprattutto
davanti le telecamere della Rai), non era per niente
il caso di seminare il panico tra i
numerosi fedeli intervenuti per una
questione relativa alla salute pubblica.
Esilarante la risposta del
politico, arrossito come non mai in pubblico, che alla domanda del vescovo
sulla presenza dell'amianto sulla loro testa sollecitata dalla
consegna al vescovo stesso del volantino da parte di una
senza nome - risponde: <<ehm, eee, no, non c'è l'amianto qua sopra!>>. Infatti non c'è solo sopra, ma anche ai
lati.
MARZO 2007 - LA PRIMA VOLTA DI FIERA IN MENSA
Fiera
in mensa. Gli organizzatori, il giorno prima dell'inizio del servizio,
vistisi ostacolati dall'inerzia dell'Amministrazione Comunale decidono
di spostare la storica accoglienza degli ambulanti della Fiera di San
Giuseppe nei locali messi a disposizione dalla Stella Cometa. Tutto
funziona e Fiera in Mensa
prende casa.
Il 2010 è la quarta volta che
viene organizzata nell'area delle ex officine delle FdC. Dal semplice,
ma fondamentale, pasto caldo ad oggi i servizi offerti gratuitamente
sono
diventati molteplici. Il sindaco Perugini venne a visitare Fiera
Inmensa una sera con la sua corte... e già lì, pur
vedendo le bellissime cose che "nell'area si realizzavano" parlò di
auditorium... che l'area
doveva essere bonificata per l'amianto..che lui non aveva soldi.
Successivamente il vescoco e il sindaco escono sui giornali - in
occasione dell'inaugurazione della parrocchia di S. Pietro e Paolo
retta da Don Antonio Abbruzzini e allocata in un magazzino di una
traversa di Corso Mazzini - alludendo alla possibile costruzione di una
chiesa nuova proprio sull'area dei capannoni. Da quel che si sa, il
prete raccoglie migliaia di fiirme per sostenere questa cosa, anche se
a seguire il vangelo di Cristo sono davvero pochi. La solita,
squallida, minestra.
NOVEMBRE 2007 - SI OCCUPA IL RIALZO
Complice
uno sciopero generale nazionale organizzato in moltissime città dai
sindacati di base e visto
il ritorno degli anni '80
nella città, un numeroso gruppo
di attivisti occupano il grande capannone parallelo a viale Mancini
FOTO. Nasce il Rialzo, che prende il nome dalla
destinazione del capannone stesso che aveva avuto negli anni di
attività. Nei mesi successivi avviene anche un incontro, proprio
all'interno del centro sociale, tra il direttore delle Fdc Lo Feudo e
ben tre assessori del Comune di Cosenza, nulla di fatto.
fino a MARZO 2008 -
CONQUISTATI ALTRI SPAZI
Giusto il tempo di una
scissione
interna alla Stella Cometa, che altri spazi prendo vita: il Mo.C.I. e
la bottega del commercio equo. La comunità filippina è sempre più
presente. Una famiglia prende possesso di un appartamento, anche se una
di cinesi
deve andare via...
Fiera in mensa numero 7. Un gruppo di
artistoidi
per l'occasione ripulisce si riappropria dei capannoni destinati alla
tappezzeria e al lavaggio degli autobus. La mostra SUDSUD SLUMSLUM, dei
giovanissimi artisti kenyoti del Wajukuu Art Project, accoglie i
numerosi ambulanti in un turbinio di luci, suoni e un the caldo. Ovviamente pasti caldi e letti arrangiati.
APRILE-OTTOBRE 2008 - SI INTREVEDE IL COMUNE
Le
numerose associazioni e gruppi, iniziano ad incontrarsi periodicamente
per provare a risolvere problemi comuni, di condominio, nasce il
kondom-inio.
Si va anche oltre provando ad immaginare il futuro dell'area. Avviene
nell'area un incontro con alcuni componenti dell'UrbanLab del Comune di
Cosenza e successivamente invitati ad un colloquio singolo nella sede
dell'UrbanLab nell'ex Albergo Bologna. L'estate passa ed il 30 ottobre
il Comune organizza un
incontro pubblico apposito sull'area dell'
ex
officine, obbligati dalle nuove disposizioni per la pianificazione
urbana previsti dall'Unione Europea. Le realtà (
Associazione
di associazioni Baobab; ONG Mo.C.I.; Associazione Centrale dell’Arte;
Comunità Filippina; Libera Associazione di Idee per un commercio equo e
solidale; Associazione VerdeBinario; Associazione Gli Altri Siamo Noi;
U.n.i.t.a.l.s.i. Cosenza; Bruzia Soccorso; Cpoa Rialzo; Stella Cometa
Onlus) si organizzano e
predispongono un
documento
comune su come vedono il futuro dell'area.
All'incontro, i tecnici del comune presentano soluzioni che hanno
scontentato tutti, dalle mega costruzioni, passando per il museo
dell'immigrazione, arrivando a ipotizzare anche un luogo di culto e supertecnologici sistemi per raccolta differenziata.
Successivamente, a più riprese, viene richiesto un documento di sintesi delle
audizioni e degli atti degli incontri pubblici per favorire la
partecipazione dei cittadini. Si rispondeva sempre con un <<E' quasi pronto>>.
GENNAIO 2009 - L'ORDINANZA AMIANTO
Il Sindaco di Cosenza emette un'
ordinanza per il censimento degli
immobili contenenti amianto. L'ordinanza, emessa più per non incorrere
in inadempienze che per altro, dà inoltre disposizioni specifiche per
gli immobili pubblici. Viene presentata una
scheda di segnalazione per
l'area dei capannoni, colmi di
lastre di eternit,
visto che l'ordinanza da la possibilità ai
cittadini di farlo. Succesivamente (marzo 2009) si viene a sapere che
il proprietario
(Ferrovie della Calabria/Regione Calabria) non ha comunicato nulla agli
uffici comunali. A volere essere precisi alle FdC/Regione
dovrebbe essere comminata una multa da 2.582,29 a 5.164,57 Euro. Ed il
Sindaco, che pur apprezza il lavoro che si svolge nell'area, non ne sa
niente. Evviva la salute pubblica.
MARZO 2009 - PARTORITO IL PIANO STRATEGICO
I consigli comunali di Cosenza e Rende approvano il Piano Strategico
COsenza-REnde. Dopo mille richieste finalmente si riesce ad entrare in
possesso, informalmentte, di una copia del piano in formato elettronico. Sull'
area dei capannoni
si prevede di
spendere decine di milioni di euro e ovviamente molte cose non
quadrano. La prima è che c'erano almeno due proposte sul tavolo di chi
ha scelto: "Realizzazione dello spazio della Creatività
e della Comunicazione – ex deposito ferroviario – Viale Mancini" e
"Bonifica dell’area e realizzazione Spazio dell’accoglienza urbana e
della spiritualità – ex rilevato ferroviario".
La sezione del nuovo
sito del Comune, dedicata al piano strategico e quindi alla
partecipazione, rimane vuota. Si cominciano a comprendere le
vere intenzioni dell'amministrazione comunale. Una partecipazione dei
cittadini dovuta e documentata sulla carta per far piacere all'Ue.
MARZO 2010 - L'ANNUNCIO
A voler essere buoni sembrava proprio una boutade elettorale, quando il
Sindaco di Cosenza si reca a Catanzaro e firma il protocollo d'intesa
con l'Agazio presidente regionale per finanziamenti europei per le
città e
annuncia:<<A
Cosenza faremo un auditorium da 3000 posti
nell'area dei capannoni ferroviari!>>. Se non era per i documenti
letti sul sito della Regione, si era creduto, sino a quel momento, che
l'auditorium nell'area urbana era soltanto uno visto che anche la
Provincia ne aveva
annunciato oramai un anno fa uno da 10.000. Esce sul Quotidiano della Calabria una bella lettera
Ne abbiamo le scatole piene di scatole vuote di Giovanni Felicetti.
APRILE 2010 - ESCE IL BANDO
Non sembra esser vero. L'Amministrazione comunale di Cosenza pubblica un
bando (
disciplinare)
per la progettazione - con importo a base d'asta di
oltre 700.000 euro - di un auditorium da 3-4.000 posti, senza
praticamente
tener conto delle indicazioni delle realtà che avevano partecipato agli
incontri sulla destinazione dell'area. Il bando è pubblicato sulla GUCE
il 19 aprile, sul sito del comune appare il 27, la scadenza prevista
per il 31 maggio 2010. Ma le sorprese non finiscono qua, viene ritirato
lo
studio di fattibilità.
Inizio lavori previsto per dicembre 2010. Il bando pare essere stato
scritto da un dirigente che sino a qualche tempo fa attaccava e
staccava doppini telefonici al
comune, nel senso
amministrativo.
Ah.
Il Sindaco, che ripetiamo 'apprezza e riconosce il lavoro che si svolge
nell'area' (e che sta su feisbuch dalla mattina alla sera col suo portatilino) dice che 'non è che dobbiamo arrivare ad
uno sgombero... dobbiamo trovare degli spazi idonei per tutte queste
attività".
MAGGIO 2010 - RICHIESTO INCONTRO URGENTE
Il 5 maggio le associazioni dell'area si sono ritrovate per studiare
insieme le carte. Sostanziale bocciatura della strategia di sviluppo
messa in piedi dalll'amministrazione comunale. E' stata protocollata in
data 7 maggio una
richiesta di incontro urgente con il Sindaco. Attendiamo una risposta. Ovviamente le azioni comuni di lotta non fiiniscono qui.
Nel frattempo, il 10 maggio, sul Quotidiano della Calabria esce
un articolo in cui si paventano problemi burocratici per il progetto dell'auditorium.
QUEL CHE C'E' QUI
Le realtà che hanno la
residenza sull'area
sono: Associazione Baobab, Associazione Gli Altri Siamo Noi, Sportello
Antisfratto Prendocasa, Comunità Filippina, Collettivo
L'Evasione, CPOA Rialzo, Libera
Associazione di Idee - bottega del commercio equo, GAS/Mercatino
'Utopie Sorridenti', Mo.C.I., Officine Babilonia, Stella Cometa onlus,
Unitalsi.
Quelle che invece gravitano strettamente sono: Verdebinario,
Associazione Calafrica, comunità Senegalese, Coessenza, comitato
Benicomuni, coordinamento calabrese acqua pubblica 'Bruno Arcuri',
Federazione Orizzontale Ribelle Autonoma altrimenti detto FORA,
compagnia teatrale delle onde.
Quelle che sono passate anche solo per una iniziativa:
in progress
I servizi attualmente attivi sono:
coming soon
Cari amministratori, questa storia, non è la vostra storia!