STORIA DELL'AREA DELLE EX OFFICINE DELLE FERROVIE DELLA CALABRIA

[in continuo progress*, aggiornato al 10/05/10 ore 0.45]
via popilia / viale mancini - cosenza
a cura di ciccionoto.
chiunque può segnalare via mail a ciccionoto@libero.it quel che vuole...


elaborazione grafica di Dinuzzu.


E' oramai passato quasi un decennio da quando le officine delle FdC sono state trasferite a Vaglio Lise.
L'area è ubicata al centro dell'area urbana ed è l'unica apertura reale, eccettuate le strade di collegamento, tra la città nuova, ricca e borghese, e il terzo mondo cosentino, ossia via Popilia. Sino a qualche anno fa questi due mondi sono stati divisi da un muro enorme, il rilevato ferroviario delle Ferrovie dello Stato, abbattuto di recente per far posto al discusso e infinito viale Parco, intitolato successivamente a Giacomo Mancini, sindaco che lo aveva promosso. L'abbattimento del muro ha portato nuova linfa alle floride cementerie e riciclerie della città, sul quale ancora si ergono diverse gru a significare che il processo non è ancora terminato.
Ma i signori del cemento sembrano non accontentarsi e vogliono gettarne di nuovo anche sull'unico spazio liberato / occupato / concesso / semi-concesso / affittato / riappropriato dal basso della città che nel frattempo è sorto sull'area. Un auditorium da 3-4.000 posti. Ergo, tutti fuori!

Ma facciamo qualche passo indietro e proviamo a ricostruire cronologicamente e ipertestualmente, a tratti tragicomicamente, la recente storia dell'area, anche con materiali inediti, coscenti che questa ricostruzione è perfettibile.

21 OTTOBRE 2003 - LA DISCUSSIONE SUGLI SPAZI SOCIALI
La discussione in città sugli spazi sociali è sempre stata effervescente. In occasione della dismissione delle officine delle FdC e dell'ex gasometro (adoperato anche per il cantiere  e l'inaugurazione di un centro commerciale in città, la Ciroma attacca un grande striscione sulla rete di recinzione dell'area delle officine, ottenendone la rimozione quasi immediata da parte dell'amministrazione comunale e un articolo sul giornale.

9 OTTOBRE 2004 - ESCREMENTI SULL'AREA
La Federazione dei Senza Nome, collettivo cittadino decideva di invadere questi spazi dismessi lanciando l'idea dell'officina sociale della città. Dopo qualche incontro gli intitolati eruttano un'iniziativa: . Guarda il manifesto, leggi il volantino distribuito, leggi il resoconto e guarda il servizio fatto dall'oramai epurato Monitore Bruzio. Complice la fobia dell'eternit presente sui tetti di quasi tutti i capannoni - documentata e portata a conoscenza della cittadinanza - il collettivo non occupa, ma continua con la discussione organizzando due incontri, uno a marzo molto partecipato, l'altro nel mese di maggio presenta l'altramappa di cosenza al fianco dell'attuale responsabile del Piano del Comune di Cosenza arch. Sabrina Barresi la quale illustrò la partecipazione. Ma nel periodo che intercorre tra i due incontri avviene qualcosa da parte di qualche furbastro.

16 APRILE 2005 - UNO SCAMBIO D'AMIANTO
Complice il polverone alzato, Don Antonio Abbruzzini (che per qualche mese ha dato le estreme unzioni ai poveri derelitti internati nel votificio Istituto Papa Giovanni di Serra D'Aiello) e Don Battista Cimino (sangiovannese e missionario in Africa, ordinato fuori regione per imprecisati motivi) una volta fondata l'associazione Stella Cometa onlus fanno richiesta alle caciocavalliane Ferrovie della Calabria presiedute dal sempiterno politicante Franco Covello, che in quel frangente era con un piede nel centrosinistra (la figlia si ci candidava) e uno nel centrodestra (si era appena candidato sotto l'egida di Forza Italia). Forse (forse) in un quasi evidente scambio di voti/favore il nostro concede diversi locali all'associazione.
Il giorno dell'inaugurazione, un gruppuscolo di senza nome, saputa la notizia sul giornale, interviene distribuendo un volantino informativo sul rischio amianto. All'interno del capannone più grande gli attivisti assistono alla scena dello scambio tra il politico e i prelati, ma vengono aggrediti verbalmente dai fedeli adducendo la motivazione che in quel loro momento di preghiera, davanti all'illustrissimo eccellentissimo veneratissimo vescovo Nunnari (e soprattutto davanti le telecamere della Rai), non era per niente il caso di seminare il panico tra i numerosi fedeli intervenuti per una questione relativa alla salute pubblica.
Esilarante la risposta del politico, arrossito come non mai in pubblico, che alla domanda del vescovo sulla presenza dell'amianto sulla loro testa  sollecitata dalla consegna al vescovo stesso del volantino da parte di una senza nome - risponde: <<ehm, eee, no, non c'è l'amianto qua sopra!>>. Infatti non c'è solo sopra, ma anche ai lati.

MARZO 2007 - LA PRIMA VOLTA DI FIERA IN MENSA
Fiera in mensa. Gli organizzatori, il giorno prima dell'inizio del servizio, vistisi ostacolati dall'inerzia dell'Amministrazione Comunale decidono di spostare la storica accoglienza degli ambulanti della Fiera di San Giuseppe nei locali messi a disposizione dalla Stella Cometa. Tutto funziona e Fiera in Mensa prende casa. Il 2010 è la quarta volta che viene organizzata nell'area delle ex officine delle FdC. Dal semplice, ma fondamentale, pasto caldo ad oggi i servizi offerti gratuitamente sono diventati molteplici. Il sindaco Perugini venne a visitare Fiera Inmensa una sera con la sua corte... e già lì, pur vedendo le bellissime cose che "nell'area si realizzavano" parlò di auditorium... che l'area doveva essere bonificata per l'amianto..che lui non aveva soldi. Successivamente il vescoco e il sindaco escono sui giornali - in occasione dell'inaugurazione della parrocchia di S. Pietro e Paolo retta da Don Antonio Abbruzzini e allocata in un magazzino di una traversa di Corso Mazzini - alludendo alla possibile costruzione di una chiesa nuova proprio sull'area dei capannoni. Da quel che si sa, il prete raccoglie migliaia di fiirme per sostenere questa cosa, anche se a seguire il vangelo di Cristo sono davvero pochi. La solita, squallida, minestra.

NOVEMBRE 2007 - SI OCCUPA IL RIALZO
Complice uno sciopero generale nazionale organizzato in moltissime città dai sindacati di base e visto il ritorno degli anni '80 nella città, un numeroso gruppo di attivisti occupano il grande capannone parallelo a viale Mancini FOTO. Nasce il Rialzo, che prende il nome dalla destinazione del capannone stesso che aveva avuto negli anni di attività. Nei mesi successivi avviene anche un incontro, proprio all'interno del centro sociale, tra il direttore delle Fdc Lo Feudo e ben tre assessori del Comune di Cosenza, nulla di fatto.

fino a MARZO 2008 - CONQUISTATI ALTRI SPAZI
Giusto il tempo di una scissione interna alla Stella Cometa, che altri spazi prendo vita: il Mo.C.I. e la bottega del commercio equo. La comunità filippina  è sempre più presente. Una famiglia prende possesso di un appartamento, anche se una di cinesi deve andare via...
Fiera in mensa numero 7. Un gruppo di artistoidi per l'occasione ripulisce si riappropria dei capannoni destinati alla tappezzeria e al lavaggio degli autobus. La mostra SUDSUD SLUMSLUM, dei giovanissimi artisti kenyoti del Wajukuu Art Project, accoglie i numerosi ambulanti in un turbinio di luci, suoni e un the caldo. Ovviamente pasti caldi e letti arrangiati.

APRILE-OTTOBRE 2008 - SI INTREVEDE IL COMUNE
Le numerose associazioni e gruppi, iniziano ad incontrarsi periodicamente per provare a risolvere problemi comuni, di condominio, nasce il kondom-inio. Si va anche oltre provando ad immaginare il futuro dell'area. Avviene nell'area un incontro con alcuni componenti dell'UrbanLab del Comune di Cosenza e successivamente invitati ad un colloquio singolo nella sede dell'UrbanLab nell'ex Albergo Bologna. L'estate passa ed il 30 ottobre il Comune organizza un incontro pubblico apposito sull'area dell'ex officine, obbligati dalle nuove disposizioni per la pianificazione urbana previsti dall'Unione Europea. Le realtà (Associazione di associazioni Baobab; ONG Mo.C.I.; Associazione Centrale dell’Arte; Comunità Filippina; Libera Associazione di Idee per un commercio equo e solidale; Associazione VerdeBinario; Associazione Gli Altri Siamo Noi; U.n.i.t.a.l.s.i. Cosenza; Bruzia Soccorso; Cpoa Rialzo; Stella Cometa Onlus) si organizzano e predispongono un documento comune su come vedono il futuro dell'area.
All'incontro, i tecnici del comune presentano soluzioni che hanno scontentato tutti, dalle mega costruzioni, passando per il museo dell'immigrazione, arrivando a ipotizzare anche un luogo di culto e supertecnologici sistemi per raccolta differenziata.
Successivamente, a più riprese, viene richiesto un documento di sintesi delle audizioni e degli atti degli incontri pubblici per favorire la partecipazione dei cittadini. Si rispondeva sempre con un <<E' quasi pronto>>.

GENNAIO 2009 - L'ORDINANZA AMIANTO
Il Sindaco di Cosenza emette un'ordinanza per il censimento degli immobili contenenti amianto. L'ordinanza, emessa più per non incorrere in inadempienze che per altro, dà inoltre disposizioni specifiche per gli immobili pubblici. Viene presentata una scheda di segnalazione per l'area dei capannoni, colmi di lastre di eternit, visto che l'ordinanza da la possibilità ai cittadini di farlo. Succesivamente (marzo 2009) si viene a sapere che il proprietario (Ferrovie della Calabria/Regione Calabria) non ha comunicato nulla agli uffici comunali. A volere essere precisi alle FdC/Regione dovrebbe essere comminata una multa da 2.582,29 a 5.164,57 Euro. Ed il Sindaco, che pur apprezza il lavoro che si svolge nell'area, non ne sa niente. Evviva la salute pubblica.

MARZO 2009 - PARTORITO IL PIANO STRATEGICO
I consigli comunali di Cosenza e Rende approvano il Piano Strategico COsenza-REnde. Dopo mille richieste finalmente si riesce ad entrare in possesso, informalmentte, di una copia del piano in formato elettronico. Sull'area dei capannoni si prevede di spendere decine di milioni di euro e ovviamente molte cose non quadrano. La prima è che c'erano almeno due proposte sul tavolo di chi ha scelto: "Realizzazione dello spazio della Creatività e della Comunicazione – ex deposito ferroviario – Viale Mancini" e "Bonifica dell’area e realizzazione Spazio dell’accoglienza urbana e della spiritualità – ex rilevato ferroviario".
La sezione del nuovo sito del Comune, dedicata al piano strategico e quindi alla partecipazione, rimane vuota. Si cominciano a comprendere le vere intenzioni dell'amministrazione comunale. Una partecipazione dei cittadini dovuta e documentata sulla carta per far piacere all'Ue.

MARZO 2010 - L'ANNUNCIO
A voler essere buoni sembrava proprio una boutade elettorale, quando il Sindaco di Cosenza si reca a Catanzaro e firma il protocollo d'intesa con l'Agazio presidente regionale per finanziamenti europei per le città e annuncia:<<A Cosenza faremo un auditorium da 3000 posti nell'area dei capannoni ferroviari!>>. Se non era per i documenti letti sul sito della Regione, si era creduto, sino a quel momento, che l'auditorium nell'area urbana era soltanto uno visto che anche la Provincia ne aveva annunciato oramai un anno fa uno da 10.000. Esce sul Quotidiano della Calabria una bella lettera Ne abbiamo le scatole piene di scatole vuote di Giovanni Felicetti.

APRILE 2010 - ESCE IL BANDO
Non sembra esser vero. L'Amministrazione comunale di Cosenza pubblica un bando (disciplinare) per la progettazione - con importo a base d'asta di oltre 700.000 euro - di un auditorium da 3-4.000 posti, senza praticamente tener conto delle indicazioni delle realtà che avevano partecipato agli incontri sulla destinazione dell'area. Il bando è pubblicato sulla GUCE il 19 aprile, sul sito del comune appare il 27, la scadenza prevista per il 31 maggio 2010. Ma le sorprese non finiscono qua, viene ritirato lo studio di fattibilità. Inizio lavori previsto per dicembre 2010. Il bando pare essere stato scritto da un dirigente che sino a qualche tempo fa attaccava e staccava doppini telefonici al comune, nel senso amministrativo.
Ah. Il Sindaco, che ripetiamo 'apprezza e riconosce il lavoro che si svolge nell'area' (e che sta su feisbuch dalla mattina alla sera col suo portatilino) dice che 'non è che dobbiamo arrivare ad uno sgombero... dobbiamo trovare degli spazi idonei per tutte queste attività".

MAGGIO 2010 - RICHIESTO INCONTRO URGENTE
Il 5 maggio le associazioni dell'area si sono ritrovate per studiare insieme le carte. Sostanziale bocciatura della strategia di sviluppo messa in piedi dalll'amministrazione comunale. E' stata protocollata in data 7 maggio una richiesta di incontro urgente con il Sindaco. Attendiamo una risposta. Ovviamente le azioni comuni di lotta non fiiniscono qui.
Nel frattempo, il 10 maggio, sul Quotidiano della Calabria esce un articolo in cui si paventano problemi burocratici per il progetto dell'auditorium.

QUEL CHE C'E' QUI
Le realtà che hanno la residenza sull'area sono: Associazione Baobab, Associazione Gli Altri Siamo Noi, Sportello Antisfratto Prendocasa, Comunità Filippina,  Collettivo L'Evasione, CPOA Rialzo, Libera Associazione di Idee - bottega del commercio equo, GAS/Mercatino 'Utopie Sorridenti', Mo.C.I., Officine Babilonia, Stella Cometa onlus, Unitalsi.
Quelle che invece gravitano strettamente sono:  Verdebinario, Associazione Calafrica, comunità Senegalese, Coessenza, comitato Benicomuni, coordinamento calabrese acqua pubblica 'Bruno Arcuri', Federazione Orizzontale Ribelle Autonoma altrimenti detto FORA, compagnia teatrale delle onde.
Quelle che sono passate anche solo per una iniziativa: in progress
I servizi attualmente attivi sono: coming soon

Cari amministratori, questa storia, non è la vostra storia!

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